L’idea

Creare e distribuire brevi racconti canalizzati.

I racconti sono stampati su strisce di carta pieghevoli, in bianco e nero.

Una storia al giorno viene lasciata in giro per l’Italia: su una panchina al parco, sul sedile del tram, alla stazione, sul tavolino di un bar…

In attesa di essere raccolta.

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La canalizzazione

Alcune storie raccontano, altre storie sono.

Le storie che raccontano contengono un universo.
Personaggi, trame, emozioni, luoghi: queste storie portano il lettore nel loro mondo. Lo accolgono, lo immergono in sé. Si schiudono e si rivelano.

Le storie che sono, invece, non contengono nulla.
Non hanno personalità, tempo o luogo d’appartenenza: sono simboli, suggerimenti appena accennati. Casse di risonanza.
Il lettore ne è al centro. E’ il suo mondo a schiudersi, la sua storia ad essere narrata.

Questa è tutta la differenza.
Queste sono le storie canalizzate.

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canaliżżare (v. tr.): Aprire o trasformare in canali. 

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La distribuzione

La storie canalizzate non si rivolgono a nessuno, ma parlano a tutti.
Non si scelgono il pubblico: seguono la strada che il caso, il destino o la voglia di chi le raccoglie traccia per loro.

Perciò questi racconti sono erranti.
Si muovono da un lettore all’altro, da una città all’altra, appoggiati in punti sempre diversi.

Diventano di chi li raccoglie.
Per un attimo oppure per sempre.

E in qualche modo -un mistero- sono sempre nel punto giusto.